Consulenze ambientali

Efficienza energetica e un utilizzo ottimale delle materie prime 
 

Fattori di successo per l'industria e l'artigianato

Il rapido aumento dei costi delle materie prime e dell'energia, unitamente all'incertezza legata alle vicende politiche nei Paesi fornitori - pensate, ad esempio, alla crisi del gas tra Russia e Ucraina - creano da tempo non poche preoccupazioni nel settore della produzione industriale ed artigianale. La difficoltà di smercio dei prodoti, dovuta alla recente crisi fianziaria, evidenzia ulteriormente il fatto che - la riduzione dei costi di produzione - è un fattore chiave per il successo e la sopravvivenza delle industrie. 

Fortunatamente negli ultimi anni - quelle che sono delle serie minacce all'economia - hanno comunque dato un considerevole impulso sia agli interventi sul risparmio energetico, sia all'ottimizzazione dell'uso delle materie prime. Un recente studio ha infatti dimostrato che, in Europa, il personale rappresenta in media solo il 20% dei costi di produzione, mentre la parte predominante delle spese è rappresentata dalle materie prime e dall'energia. Va da sé che l'uso efficiente dei materiali, dei rifiuti da smaltire, nonché dell'energia impiegata nei singoli stadi della catena produttiva contengono un notevole potenziale di risparmio, spesso poco sfruttato. Per ogni singola società si tratta dunque di identificare questi potenziali, di trovare le soluzioni tecniche per utilizzarli e, da ultimo, di implementarli nel modo economicamente più efficcace.

 In Svizzera ci stiamo ormai abituando ai termini anglosassoni con cui vengono definiti i provvedimenti riguardanti l'uso ottimale delle materie prime (Cleaner production)  e dell'energia (Energy efficiency). L'obiettivo comune è quello di ridurre i costi di produzione, ma anche di diminuire la dipendenza dalle importazioni, rafforzando così la concorrrenza del prodotto locale. Anche le cosiddette "Due diligences" ambientali, che si prefiggono di esaminare la conformità ambientale di un impianto, vengono rivalutate in relazione al risparmio di tasse sugli inquinati e sui rifiuti; all'aumento dell'efficienza produttiva e, non da ultimo, alla buona ricaduta d'immagine, con positive conseguenze sulla vendita dei prodotti.

In questo senso, vi sono innumerevoli progetti. Nella regione di Basilea, ad esempio, diverse aziende di galvanizzazione - seguendo un programma di Clenaer production - hanno registrato un recupero di materiali quali il nickel e l'acqua pari al 90%, con risparmi annui netti di diverse migliaia di franchi. Un'analisi del ciclo dell'acqua e del recupero del calore in un impianto termale ha portato ad una diminuzione annuale del consumo di energia di 3' 150MWh, con un risparmio netto di 75'000 franchi. Un progetto di recupero dei metalli da un impianto di termovalorizzazione ha sfruttato una diminuzione dei costi di smaltimento pari a 630'000 franchi, con un ritorno degli investimenti realizzati nel giro di due anni. 

Evidentemente i potenziali di risparmio variano fortemente, a seconda del tipo di azienda;  si consiglia dunque di procedere a picoli passi. Attraverso una prima rapida analisi della produzione - il cosiddetto "Quick scan" si identificano i processi decisivi, e si ottiene una stima approssimativa dei possibili risparmi. Questa prima analisi presuppone la presenza di esperti nella gestione di tutta la catena produttiva, ma è poco  onerosa rispetto ai possibili guadagni; pertanto va consigliata ad ogni azienda industriale ed artigianale, indipendenemente dalla sua taglia.

Di seguito, si procede all'implementazione del progetto stesso, seguendo - in genere - questo schema:

  • Esame dettagliato dei flussi di materiali e di energia.
  • Definizione degli interventi tecnici e gestionali da realizzare.
  • Calcolo dei risparmi in materiali ed energia, riduzione dei costi di gestione, ritorno degli investimenti.
  • Implementazione degli interventi e controllo.

 

Spesso sono l'abitudine, la mancanza di esperienza o la poca consocenza delle innovazioni tecnologiche ad impedire che vengano attuate misure di questo tipo. In altri casi, pur rendensosi conto dell'inefficienza di alcuni processi, ci si limita a chiedere un'offerta ad un unico fornitore per la sostituzione di una determinata apparecchiatura, senza preoccuparsi di analizzare l'intero processo. Il rischio, in sostanza, è quello di ottenere soluzioni dispendiose e limitate, che non sfruttano appieno il potenziale di risparmio. Per questo, la presenza di un consulente con esperienza nei vari settori industriali - capace d'interpretare i bisogni specifici dell'azienda e di proporre soluzioni innovative ed efficaci - può aprire la strada ad una nuova dinamica di produzione, il tutto a beneficio del costo finale del prodotto venduto.

LINK UTILI

UFAFP
Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio

Dipartimento del Territorio
Sezione della protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo